DOMANDE FREQUENTI

  1. Che cosa è il glutine?

    Il termine "glutine" deriva dall'antica parola latina "gluten", colla, una sostanza che si ricavava dall’amido quando quest’ultimo veniva, a sua volta, liberato dalla farina.
    Oggi il termine "glutine" si riferisce ad un aggregato poliaminoacidico la cui composizione, piuttosto eterogenea, risulta da una miscela proteine dette prolamine, soprattutto rappresentate da gliadina e glutenina.

  2. Dove si trova il glutine?
    Il glutine è presente in cereali diversi tra i quali il frumento, la segale, l’orzo, l’avena, il farro, la spelta, il kamut, il triticale.
  3. Quali sono le patologie correlate al glutine?

    Il glutine può rendersi responsabile di patologie diverse, alcune caratterizzate dalla produzione di cellule anticorpali ben definite la cui presenza rivela, nel soggetto in esame, una malattia molto ben definita, nota come celiachia.

    In altre condizioni patologiche il glutine può evocare vere e proprie risposte allergiche con quadri clinici di allergia respiratoria o di orticaria da contatto ovvero con vere e proprie reazioni di anafilassi grano-dipendente per lo più indotte da esercizio fisico (WDEIA).

    Possono essere evocati dal glutine anche fenomeni reattivi il più delle volte a valenza sistemica,  non caratterizzati da presenze anticorpali o da dinamiche patogenetiche strettamente allergologiche, ma riconducibili ad una ulteriore entità nosologica oramai universalmente definita “sensibilità al glutine non celiaca” o, più semplicemente, Gluten Sensitivity.

  4. Che differenza c’è tra celiachia, allergia al grano e sensibilità al glutine non celiaca?

    La celiachia è una malattia immuno-mediata (1-2% della popolazione) in grado di innescare, in soggetti geneticamente predisposti, una risposta immunitaria specifica verso uno o due aminoacidi della gliadina, componente maggiore del glutine. Consegue a tutto questo una severa infiammazione a carico delle pareti dell’intestino tenue, con importanti alterazioni strutturali e funzionali dei villi intestinali e con progressiva permeabilizzazione della barriera mucosa intestinale, ciò che conduce, a sua volta, a gravi forme di malassorbimento. L'unico trattamento considerato valido per un’efficace e definitiva stabilizzazione della patologia è una dieta rigorosamente e illimitatamente priva di glutine. 

    L’allergia al grano deriva da reazioni di specifici anticorpi diretti contro le gliadine insolubili presenti nel frumento e appartenenti alla classe delle IgE (0,4% della popolazione). I disturbi che, nei soggetti sensibili, solitamente si sviluppano in un arco temporale variabile da minuti a poche ore dopo l'ingestione del glutine, possono comprendere fenomeni reattivi di tipo respiratorio (dalla rinite all’asma), o di pertinenza cutanea (orticaria e/o eczemi), ma anche vere e proprie reazioni anafilattiche che classicamente conseguono ad intenso esercizio fisico realizzato dopo aver ingerito prodotti a base di frumento.

    La sensibilità al glutine non celiaca è una condizione patologica più recentemente aggregata ai disordini correlati al glutine (6% della popolazione). La gluten sensitivity è sostenuta da disfunzioni della componente innata del sistema immunitario e caratterizzata da una buona risposta clinica all’esclusione ovvero, più opportunamente, ad una riduzione modulata e personalizzata, dell’apporto alimentare di prodotti contenenti glutine.

  5. Sono affetto/a da sensibilità al glutine non celiaca. Come posso ritrovare il mio benessere intestinale?

    Modulando la quantità di glutine in una dieta specifica a basso contenuto di glutine, secondo precise indicazioni mediche.

  6. Quali sono i sintomi frequenti della sensibilità al glutine?

    La sensibilità al glutine non celiaca si manifesta con sintomi in parte sovrapponibili a quelli più tipicamente riferiti alla celiachia e alla sindrome del colon irritabile: anemia, gonfiore addominale, sonnolenza, diarrea e/o stipsi, coliche, cefalea, malassorbimento, difficoltà nel rimanere concentrati, formicolio a gambe, piedi e/o mani, fotosensibilità agli occhi, psoriasi, perdita di capelli, unghie fragili, dolori muscolari, ronzio nelle orecchie, ciclo mestruale irregolare, macchie cutanee.

    Tale complesso sintomatologico si sviluppa con tempi di insorgenza piuttosto rapidi e variabili, al massimo, da poche ore a uno/due giorni dopo l’ingestione di prodotti contenenti glutine, al contrario della celiachia nella quale i danni possono, invece, manifestarsi dopo mesi o addirittura anni.

  7. Quali sono le cause della sensibilità al glutine?
    Essendo una condizione di recente studio e definizione, rimangono molti punti interrogativi sulle cause della sensibilità al glutine non celiaca. Espressione di disordini gastrointestinali ma anche di disturbi extra-intestinali, sembra essere causata da una reazione immunitaria al glutine differente, però, da quella che porta alla celiachia.
  8. Esiste un test per accertare la sensibilità al glutine non celiaca?

    L’unica metodica per la diagnosi della sensibilità al glutine non celiaca è il challenge orale, in doppio cieco, con glutine controllato versus placebo, ovvero una prova da eseguire in ambiente controllato, consistente nella somministrazione alternata del glutine ovvero di un placebo, senza che né il medico né il paziente conoscano la sequenza della somministrazione gestita da un terzo operatore esperto. L’uso del placebo consente di selezionare i sintomi e di documentarli in modo oggettivo.

  9. Come funziona una dieta povera di glutine? E una dieta priva di glutine?
    Una dieta povera di glutine, adatta per persone che presentano una sensibilità al glutine non celiaca, dovrebbe prevedere l’assunzione di quantità di glutine modulate sulle precise peculiarità del soggetto interessato. La dieta priva di glutine, o aglutinata, prevede la totale esclusione degli alimenti con glutine ed è destinata alle persone celiache.
  10. Come posso acquistare i prodotti Semìe?
    Per garantire una corretta alimentazione e un piano dietetico equilibrato, i prodotti Semìe possono essere disponibili ai pazienti solo previa prescrizione personalizzata affidata ai medici del circuito Semìe.
  11. Posso segnalare al mio medico di fiducia la linea di prodotti Semìe?
    Certamente, è possibile richiedere l’affiliazione al circuito Semìe compilando il form di contatto che trovi in questa pagina
  12. Posso portare i prodotti Semìe sempre con me, oppure devono essere conservati in frigorifero?
    Certamente, i prodotti Semìe sono snack e prodotti da forno che non hanno bisogno di essere conservati in frigorifero. Inoltre sono porzionati in pratiche confezioni monodose sigillate ermeticamente.
  13. Preferisco i dolci al salato, esistono soluzioni Semìe adatte ai miei gusti?
    La linea Semìe comprende una ricca varierà di biscotti, merendine e snack dolci, che trovi in diversi formati e gusti.
  14. I prodotti Semìe sono compatibile con una dieta dimagrante?
    A basso contenuto di glutine, ad alto contenuto di fibre e a basso indice glicemico, i prodotti Semìe possono essere utilizzati anche in regimi di dieta dimagrante, favorendo la corretta funzione intestinale e limitando l’apporto di zuccheri.
  15. Potete segnalarmi una bibliografia di riferimento per approfondire il tema?

    Per approfondire il tema riguardanti le malattie correlate al glutine si può fare riferimento alla seguente bibliografia:

    Minelli M, Tursi A., L. De Santis, T. De Pasquale, D. Maio – Il concetto della “Non Celiac Gluten Sensitivity”, in “Principi di Immunoallergologia”; Terapia Medica Italiana; Breviario Medico 2017; 1279–1284; C.E.A. (Casa Editrice Ambrosiana)

    Nilsen EM, Lundin KE, Krajci P, Scott H, Sollid LM, Brandtzaeg P – Gluten specific, HLA-DQ restricted T cells from coeliac mucosa produce cytokines with Th1 or Th0 profile dominated by interferon- γ; Gut 1995; 37: 766–776

    Cofano S., Mauro S., Massari S., Musca F., Minelli M. – Gli aplotipi HLA DQ2 e DQ8: nuovi markers genetici di allergia?; South Immunology Journal, 2007, Vol. II, Num. 4, 18-24

    Minelli M., Mauro S. – Sistema HLA: genetica e suo ruolo nelle malattie immunomediate; IMJ 2009, Vol.I, Num. 1, 39-43

    Massari S, Liso M, De Santis L, Mazzei F, Carlone A, Mauro S, Musca F, Bozzetti MP, Minelli M – Occurrence of non-celiac gluten-sensitivity in patients with allergic disease; International Archives of Allergy and Immunology 2011; 155:389-394

    De Santis L., Cazzato A., Massari S., Maio D., Mauro S., Caroli P., Bozzetti M.P., Minelli M. Il concetto ardito della Non Celiac Gluten Sensitivity Not Allergol 2011; vol. 29: n.3: 119-127.

    Volta U, Bardella MT, Calabrò A, et al. An Italian prospective multicenter survey on patients suspected of having non-celiac gluten sensitivity. BMC Medicine 2014;12:85.

    Czaja-Bulsa G, Non coeliac gluten sensitivity - A new disease with gluten intolerance, Clinical Nutrition (2014) 1-6

    Jessica R Biesiekierski, What is gluten? Journal of Gastroenterology and Hepatology 2017; 32 (Suppl. 1): 78–81

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